Dazi Usa-Cina, la posta in gioco è il primato nella tecnologia 5G

Dazi Usa-Cina, la posta in gioco è il primato nella tecnologia 5G


La fabbrica del mondo che diventa fucina di innovazione. È in questa trasformazione della Cina che si annida il senso di quei timori, strategici, attorno ai quali si sta combattendo questa battaglia con gli Usa a colpi di dazi commerciali. Un corpo a corpo in cui c’è un numero che suscita molta attenzione: 10 per cento. Uno su dieci fra i brevetti essenziali per la costruzione delle reti 5G è in mani cinesi, e in particolare di Huawei.

Quanto costano i dazi (e i tweet di Trump)? 4mila miliardi in due settimane

È innegabile che questo colosso delle tlc faccia paura dalle parti di Washington. La faceva già nel 2012 quando un report della commissione Intelligence del Congresso Usa chiedeva alle aziende di telecomunicazioni americane di non utilizzare le apparecchiature fornite dalla società e da Zte, considerate non libere da influenze statali e quindi minaccia per la sicurezza nazionale. Insomma, cavalli di Troia del governo cinese per raccogliere illegalmente dati o anche intervenire con manomissione delle reti di telecomunicazione in caso di scontro. Quello che è diventato un colosso da 92,5 miliardi di dollari di ricavi nel 2017 (+15,7% sul 2016) con utile netto a 7,3 miliardi di dollari (+28,1%) fa ancora più paura oggi, alla luce di quella percentuale di “proprietà intellettuale” del 5G e soprattutto nel quadro più ampio del piano “Made in China 2025”.