Nasce la tecnologia B2V, per auto che leggono le mente del conducente

Nasce la tecnologia B2V, per auto che leggono le mente del conducente


Le auto del futuro saranno in grado di leggere i segnali cerebrali del conducente e inviarli al “cervello” del veicolo per anticipare le mosse del guidatore.

Fantascienza? Nì. Siamo ancora in campo sperimentale ma una soluzione del genere esiste già e si chiama tecnologia B2V, ossia brain-to-vehicle.

Ci stanno lavorando dal 2010 gli scienziati del Politecnico di Losanna in collaborazione con gli ingegneri della Nissan presso la Defitech Foundation in Brain-Machine Interface. “Volevamo sfruttare la tecnologia per migliorare le capacità dei guidatori senza interferire con il piacere di essere al volante”, dichiara José del R. Millán, a capo del progetto, e i primi risultati sembrano non deludere le aspettative.Il team di scienziati è riuscito a leggere i segnali cerebrali che indicano quando un guidatore sta per compiere un’azione, come accelerare, frenare o cambiare corsia, e inviare tali informazioni ad un sistema operativo.

Qual è lo scopo? Con questo preavviso di poche centinaia di millisecondi, un veicolo intelligente può anticipare i movimenti e rendere più facile la manovra. “Se arrivi a un semaforo rosso e ti stai preparando a frenare, l’auto ti assisterà cominciando a rallentare 200-500 millisecondi prima di te, – spiega Millan – ma se ti avvicini a una luce rossa e il tuo cervello non mostra alcuna intenzione di rallentare, la macchina ti avviserà semplicemente della luce per assicurarsi che tu l’abbia vista”.